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C’è stato un tempo in cui gli esseri umani erano connessi alla Natura e ai suoi ritmi e cicli.
In quel tempo si celebravano i momenti di passaggio, perché si percepiva che accadessero non soltanto fuori ma anche dentro di sé.
La notte tra l’uno e il due di febbraio si celebra IMBOLC, una festa legata al fuoco, che si celebrava per propiziare l’arrivo della Primavera, accendendo fuochi e faló.
Per i Celti era la festa di Brigid, Dea della Luce, della fertilità, della fiamma e della forza interiore e, per questo, protettrice dei guaritori, dei fabbri – mestiere ritenuto magico – e dei poeti, e della fertilità.

La Natura inizia a mostrare i primi segni di risveglio, il cui simbolo era tradizionalmente visto nei bucaneve e nella nascita dei primi agnellini. Si tratta di una festa che celebra la ciclicità e la trasformazione e, soprattutto, il ritorno della Luce e della Vita.
La neve si sta sciogliendo, la Natura si sta risvegliando e la Luce inizia timidamente a prendere spazio. Le giornate iniziano ad allungarsi e si inizia a percepire nell’aria qualche piccolo segno che preannuncia l’avvio verso la
Primavera.
Cosa accade dentro di noi?
Anche il nostro freddo interiore inizia lentamente a sciogliersi e abbiamo il compito di accendere quei faló, quelle candele – come quelle della Candelora cristiana che ha assorbito e trasformato la festa di Imbolc, portandone il ricordo nell’usanza di accendere le candele – che ci possano riscaldare e illuminare.

Il Fuoco è l’elemento che segna l’inizio di qualcosa di nuovo, la scintilla che divampa e riscalda, lo slancio vitale che porta un’idea alla sua realizzazione, la fiamma che porta la Luce della comprensione nel buio.
Celebrare IMBOLC significa portare dentro di Sè questi intenti e lanciarli nell’Universo.

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Celebra il passaggio tra la fine dell’inverno e la rinascita della primavera.
Purificati e liberati di quello che ti appesantisce.
Puoi farlo a modo tuo, con i riti che abbiano significato e valore per te.
Puoi anche accendere semplicemente candele bianche, portare in casa fiori bianchi, fare meditazioni con la Luce Bianca.
Se hai già lavorato con me, molto probabilmente ne hai qualcuna che puoi sicuramente utilizzare.
Ma puoi crearne una tu, quello che conta è il tuo intento!

Imbolc è il primo passo verso la primavera e il fuoco, connesso a questa festa, è associato anche alla sua esplosione, che si verifica nello spazio astrologico dell’Ariete, primo segno di fuoco nella ruota dello zodiaco.
Il termine Imbolc sembra derivare dall’antico termine irlandese “i mbolc”, che significa “nella pancia” o “nel sacco”, e rimanda alle pecore gravide e, quindi, alla nascita degli agnellini al termine dell’inverno.
“Nella pancia” potrebbe rimandare anche alla stessa Madre Terra, nel cui ventre si trova la vita che sboccerà in primavera.
Anche la derivazione dal termine “Oimelc”, che significa “latte di pecora” è un altro richiamo alla primavera.

Quindi, quali semi possono sbocciare in te?
Cosa stai tenendo al caldo e al buio nel tuo grembo, che può germogliare nelle prossime settimane?
Quali sono i tuoi sogni, i tuoi desideri nascosti, i progetti a cui vuoi dar vita e che vuoi vedere giungere alla luce?
Qual è l’agnellino appena nato che vuoi nutrire? Qual è il latte con cui puoi nutrirlo?
Cosa è appena nato o sta nascendo di nuovo in te?
Celebra Imbolc ponendoti queste domande e lascia che arrivino le risposte!

I Celti usavano anche recarsi presso pozzi sacri per purificarsi e portare a casa l’acqua che utilizzavano per purificare la casa stessa e gli animali.

Puoi farlo anche tu, anche se non ne hai nelle vicinanze.

Ne hai uno sempre presente, è dentro di te.

Ti basta chiudere gli occhi per raggiungerlo.

Cosa troverai?

La risposta lascio che la trovi tu…non lo troveresti se fossi io ad anticipartelo.
Buona celebrazione!

Torna a vivere in sintonia con la Natura.

Vivi la sua ciclicità, percepisci i suoi ritmi, sintonizzati con il suo respiro.

Spezza l’incantesimo che ti vuole meccanizzato ed estraneo all’Universo che ti ruota intorno e di cui sei parte!

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Vera Nika

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